Sandro Mazzinghi: gladiatore, guerriero e leone

32709132_10155265684466150_6720338356003143680_nA noi cresciuti a cavallo tra gli anni ottanta e novanta, il pugilato in casa ce l’hanno portato soprattutto Mike Tyson e Rocky Balboa.

Iron Mike agli esordi era un tornado feroce: primi 19 incontri da pro vinti per KO, 12 dei quali alla prima ripresa, naturale trovasse un gran seguito anche al di fuori della cerchia di appassionati di boxe, ed è stata fuori dall’ordinario anche la sua esistenza; velocissimi su e giù per montagne russe da pazzi, ideale per farci una pellicola. Rocky nasceva invece come film, comunque ispirato da un fatto reale: una sera di marzo del 1975, Stallone, ancora sconosciuto e in pessima situazione economica, assiste ad un incontro tra il campione del mondo Muhammad Ali e il quasi anonimo Chuck Wepner. Wepner manda addirittura la leggenda al tappeto nella nona ripresa, e resiste fino all’ultima (non è il primo combattimento tra Rocky e Apollo Creed?).

In soli tre giorni Sly scrive la stesura del film e crea Rocky (nome preso da Rocky Marciano, altro grande del passato), poi porta la sua storia a vari produttori, con la Continua a leggere “Sandro Mazzinghi: gladiatore, guerriero e leone”

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Sandro Mazzinghi: gladiatore, guerriero e leone

La febbre a novanta di Nick Hornby

nhSe frammentate la vostra esistenza in archi temporali divisi in stagioni (Calcistiche), e non in mesi e in anni come tutti, se confondete nomi di giocatori e allenatori con quelli dei familiari, se a volte non riuscite a capire se la vostra vita, è esaltante perchè la vostra squadra ha vinto, o viceversa… credo dovreste leggere questo libro. Votato dal Observer/The Guardian come miglior libro sportivo di sempre, fu ristampato (La prima edizione è del 1992) e regalato agli abbonati dell’Arsenal alla fine della stagione 2005-06, l’ultima disputata nello stadio di Highbury, storica tana dei Gunners.

Nick Hornby (Autore anche di Alta fedeltà, Un ragazzo, Non buttiamoci giù, giusto per dire altri tre titoli) ricorda in Febbre a 90 le fasi della sua vita, attraverso un parallelismo Continua a leggere “La febbre a novanta di Nick Hornby”

La febbre a novanta di Nick Hornby

Quel 5 luglio 1982 ci sarebbe stato sempre Paolorossi a riportarci sopra

Paolo Rossi
Italia-Brasile 3-2

Poi l’abbiamo rivinto, ma non è stato lo stesso, per lo meno per me, che allora avevo otto anni, e per forza di cose, vivevo l’evento in modo diverso da come avrei fatto poi a trentadue.
A quell’età si hanno più certezze, tutto è ben definibile in bene o in male, in bianco e nero, le sfumature sono poche, arriveranno più tardi, e complicheranno la nitidezza del tutto. La mia certezza nell’estate 82, era che, sconfitto il Brasile in un epico tardo pomeriggio, avremmo vinto il Mondiale, ben prima di giocare semifinale e  finale.

Paolorossi, che si pronuncia tutto attaccato come Gigiriva e  Bobovieri, era tornato dal suo personale inferno  schiantando la selecao con una tripletta.
Intorno a questo centravanti col numero 20, c’era una squadra consapevole, che dopo le Continua a leggere “Quel 5 luglio 1982 ci sarebbe stato sempre Paolorossi a riportarci sopra”

Quel 5 luglio 1982 ci sarebbe stato sempre Paolorossi a riportarci sopra

Traiettorie arrotondate nel cielo di primavera

DSCF7467Il mio piano del lunedì di Pasquetta è diviso in quattro grandi punti: gara podistica di 14 km a Rimini la mattina, piadina, passeggiata con amici al mare per far due foto, ed evento clou: primo gelato artigianale della stagione. Al punto tre, appena arrivo in spiaggia, un po’ distratto dalle impostazioni della fotocamera, noto dei ragazzi che giocano a frisbee, ma non faccio caso alle divise, al campo delimitato ecc. Guardo a destra e a sinistra e vedo che altri gruppi stanno giocando, ovunque frisbee per aria, in pratica mi trovo in mezzo al Paganello Beach Ultimate, un torneo internazionale (Ma questo lo saprò dopo). Mentre continuo ad avvicinarmi, penso la solita cosa che, quando con invidia vedo atleti eseguire gesti che non saprei fare neanche tra tre vite: vabbè, un giochetto/passatempo per ragazzini… Dopo neanche dieci minuti che sono fermo sulla passerella a mattonelle che porta al mare, diventa, come sempre dopo che mi ricredo, lo sport più bello del mondo del quale devo sapere tutto.

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Traiettorie arrotondate nel cielo di primavera

La necessità di ribadire che nulla è impossibile, niente è scritto

DSCN9199L’entità degli avvenimenti si può misurare anche dal riflesso che diffondono sulle cose circostanti, e lo capisci bene dopo, quando tanti ne parlano,  ovunque, anche chi non segue il calcio. Tutti hanno la stessa percezione che è successo qualcosa al limite dell’incredibile, e tutti hanno un pizzico d’ottimismo in più, è quello che ti ricorda che nulla è impossibile, che niente è scritto. Grazie alla Gazza ho il biglietto, e io, Roberto,vado con due amici, Roberto e Roberto, 3 Roberti per tre gol.

Noi siamo pronti per questa serata, anzi, questa notte romana, che è diverso, qua il crepuscolo splende come i sogni negli occhi di certe ragazze, e questa è una notte di sogni e coppe di campioni.

Ritorno quarti di Champions: Roma-Barcellona, riassunto della prima parte: andata 1-4, risultato un po’ bugiardo, ma così è, fine del riassunto. L’Olimpico ci accoglie con le Continua a leggere “La necessità di ribadire che nulla è impossibile, niente è scritto”

La necessità di ribadire che nulla è impossibile, niente è scritto

Giudice al Bravio delle botti

DSCF5340.JPGDel Bravio delle botti ricorderò i colori, i toni, i rumori, i suoni. Eppure quello che non ho ora presente, quello che non mi è restato in testa, anzi, non ho proprio registrato, stranamente, è il rumore delle botti sul selciato. Forse perché ero troppo intento a seguire la gara, concentrato sulla coppia di spingitori, e non solo, che mi era stata assegnata.
Il Bravio delle botti è una particolare corsa che si svolge a Montepulciano; otto coppie spingono otto botti rappresentanti le contrade della cittadina, dalla colonna del Marzocco fino al sagrato del Duomo in Piazza Grande.
Essendo una gara (Di 1700 metri circa), naturalmente vince chi arriva primo, ed esposta così è semplice, ma dentro quei 1700 metri c’è un intero mondo, una mitragliata di emozioni in una giornata intensa, difficile da riordinare per chi, come me, la vedeva per la prima volta, e tra l’altro la viveva abbastanza da dentro, in quanto “Giudice di botte”.

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Giudice al Bravio delle botti

E’ora di un nuovo post…

…tanto per far  capire a chi passa da queste parti che il blog non è abbandonato, anche se da mesi è fermo.
Lo è perchè dopo anni e anni di blog, corse e divagazioni, sto provando a riordinare tutto in un ponderoso volume dal titolo provvisorio UAILSC (Un Altro Inutile Libro Sulla Corsa).

Al momento di salvare i primi file mi è venuto questo, così… Forse perchè nelle grandi librerie, quelle che hanno scaffali con generi e sottogeneri, ora c’è anche il sottogenere “Running”, quando iniziai a correre, se raramente c’erano volumi sulla corsa, erano sotto “Sport vari”, perchè “Sport inutili” faceva brutto. Adesso tutti corrono, e tutti scrivono, bene così, al di Continua a leggere “E’ora di un nuovo post…”

E’ora di un nuovo post…